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I migliori difensori della libertà di parola sono i mormoni?

I migliori difensori della libertà di parola sono i mormoni?

Un articolo di Forbes risponde di sì.

Comunicato stampa

Libertà di religione e libertà di parola - critica e derisione comprese - sono oggetto di un dibattito a livello mondiale, in particolare a seguito delle proteste tra i musulmani suscitate in tutto il mondo dalla pubblicazione di vignette sul profeta Maometto. Tali rappresentazioni sono considerate infatti un insulto alle loro credenze religiose. La reazione più estrema si è avuta con il massacro di 12 persone al giornale satirico francese Charlie Hebdo all’inizio del 2015.

Tra le varie religioni, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni probabilmente è quella che é stata, sin dalla sua fondazione (1830), più frequentemente oggetto di derisione e di attacchi verbali (ancora oggi), nonché di persecuzione e violenze fisiche (almeno nei suoi primi 50 anni di vita). Senza per questo ottenere una pronta difesa da parte di gruppi che normalmente reclamano a gran voce il rispetto dell’altrui fede religiosa.

Ma come reagisce la Chiesa di Gesù Cristo S.U.G. alle critiche e alle derisioni? A questa domanda risponde la prestigiosa rivista Forbes prendendo lo spunto dal musical di Broadway “Il Libro di Mormon”, creato da Trey Parker e Matt Stone, autori della serie televisiva satirica statunitense a cartoni animati South Park.

Il musical prende in giro la Chiesa. Infatti mostra due missionari mormoni immaginari che si recano in Uganda e che vanitosamente cantano "Dio ama i mormoni e ne vuole molti di più!". E mentre l'apprendimento di una nuova religione è del tutto lontano dalla mente delle persone in un villaggio che lotta contro l'AIDS, la povertà e un signore della guerra locale, queste ascoltano storie, distorte da un giovane missionario un po’ pazzo, su Brigham Young, Joseph Smith e sulla fondazione della chiesa mormone.

“E qual è stata la reazione della gerarchia della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni a chi metteva in ridicolo la loro religione?” – si chiede l’autore dell’articolo, Stuart Anderson –  “Hanno condannato il musical? Hanno fatto pressione sui teatri o sulle autorità cittadine affinché  non permettessero l’esibizione? Hanno fatto o minacciato violenza contro qualcuno?”

“No, i mormoni non hanno fatto nessuna di queste cose”.  É la risposta data dal giornalista, che ne ha così descritto l’intelligente reazione: “Infatti, la Chiesa ha reagito con annunci pubblicitari e locandine divertenti. Uno di questi diceva al pubblico: “Hai visto lo show? Dovresti leggere il libro (è anche migliore)”.

Questo atteggiamento è in linea con una dichiarazione alla stampa che la Chiesa ha rilasciato quando il musical ha avuto inizio

"Il musical  può tentare di intrattenere il pubblico per una sera, ma il Libro di Mormon, come volume di Scritture, cambierà la vita delle persone per sempre, avvicinandole a Cristo”.

“I dirigenti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni – prosegue l’articolo – sono i primi a capire che il Primo Emendamento che dà alle persone il diritto di prendere in giro la loro religione garantisce anche ai mormoni il diritto di praticare la loro religione liberamente in America”.

Leggi l’articolo originale su: http://www.forbes.com/sites/stuartanderson/2015/05/07/have-mormons-become-americas-best-advocates-for-freedom-of-speech/

Nota:Quando scrivete un articolo sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel menzionare per la prima volta il nome della Chiesa vi preghiamo di riportarlo per intero. Per ulteriori informazioni sull’uso del nome della Chiesa, consultate online il Manuale di stile.