Comunicato stampa

TRASCRIZIONE DELL’INTERVISTA ALL’ANZIANO D. TODD CHRISTOFFERSON

Nuove direttive in merito alle ordinanze per i figli conviventi con coppie di persone dello stesso sesso

 

D. Michael Otterson, direttore generale, Relazioni pubbliche della Chiesa: Come descriverebbe il suo ruolo di dirigente della Chiesa?

R. Anziano D. Todd Christofferson, Quorum dei Dodici Apostoli: Be’, le responsabilità, naturalmente, includono questioni amministrative, ma prima di ogni cosa si tratta di un ministero. Noi — io e i miei colleghi — ci rechiamo in molti luoghi di tutto il mondo, facendo in numerose circostanze quello che il Signore comandò di fare a Pietro: pascere le Sue pecore. Noi comprendiamo queste domande che sono sorte. Sono difficili, sono delicate, toccano le profondità del cuore e sono molto reali. È una questione che riguarda la famiglia; è una questione che riguarda l’amore e in particolare l’amore del Salvatore e il modo in cui Egli vuole che le persone siano aiutate, nutrite e sollevate. Questo è il vero motivo che sottende questa decisione.

D. Michael Otterson: Il 5 novembre, la Chiesa ha apportato dei cambiamenti al proprio manuale in relazione al matrimonio tra persone dello stesso sesso e alle direttive concernenti i figli di individui che sono sposati con un matrimonio omosessuale. Potrebbe spiegare perché questo cambiamento si è reso necessario?

R. Anziano Christofferson: Consideriamo il matrimonio tra persone dello stesso sesso un tipo di peccato particolarmente grave o serio, di una certa entità, che richiede la disciplina della Chiesa. Ciò significa che l’intervento disciplinare è obbligatorio — non stabilisce quale sarà il risultato, ma prescrive che l’azione disciplinare è necessaria in questi casi. Si tratta di un cambiamento che toglie qualsiasi dubbio o domanda che possa sorgere. Riconosciamo che i matrimoni omosessuali sono ora legali negli Stati Uniti e in alcuni altri paesi e che le persone hanno il diritto di contrarli, se scelgono di farlo. Ne siamo consapevoli. Tuttavia, questo non è un diritto in seno alla Chiesa. Questo è il chiarimento.

D. Michael Otterson: Nell’ultimo paio d’anni, da parte della Chiesa c’è stato un approccio votato alla comprensione e all’accettazione di coloro che provano attrazione verso lo stesso sesso e questa direttiva è sembrata piuttosto inaspettata. Che cosa effettivamente ha portato al cambiamento del manuale?

R. Anziano Christofferson: In parte è derivato dalle domande che sono emerse in diverse parti del mondo e negli Stati Uniti. A seguito della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, si è creata la necessità di distinguere tra quello che è legale e quella che è la legge della Chiesa e la legge del Signore e il modo in cui reagiamo a questa contrapposizione. Dunque, è questione di essere chiari; è questione di capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato; è questione di una ferma direttiva che non lasci dubbi o domande. Pensiamo sia possibile e imperativo — un dovere per noi in qualità di discepoli del Signore Gesù Cristo — non venire meno nell’amare, nell’essere solidali, nell’aiutare, nel tendere la mano della fratellanza, nel servire e nel fare tutto ciò che possiamo per chicchessia, rispettando al contempo le stesse norme che Egli rispettava. Questo è lo schema del Salvatore. Era sempre fermo riguardo a ciò che era giusto e a ciò che era sbagliato. Non giustificava mai il peccato, né chiudeva mai un occhio. Non ha mai ridefinito ciò che era peccato. Non ha mai cambiato idea. Le cose stavano in un certo modo e così stanno tutt’oggi e questo è il punto, ma la Sua compassione, naturalmente, era ineguagliata e il Suo desiderio, la Sua disponibilità e il Suo impegno proattivo di servire, guarire, benedire, sollevare e portare le persone sul sentiero che conduce alla felicità non sono mai venuti meno. Ecco il punto. Non ci allontaneremo da questo concetto. Non verremo meno nel nostro impegno di aiutare le persone a trovare ciò che porta felicità, ma sappiamo che la felicità non si trova nel peccato. Pertanto, rimarremo fermi su questo punto perché non vogliamo fuorviare le persone. Non c’è gentilezza nello sviare le persone, creando in loro incomprensioni su ciò che è vero, ciò che è giusto, ciò che è sbagliato, ciò che conduce a Cristo e ciò che allontana da Cristo.

D. Michael Otterson: Perché i figli delle coppie omosessuali sono oggetto di questa direttiva?

R. Anziano Christofferson: Be’, per rispondere alla sua domanda, desidero dire che parlo non solo come apostolo della Chiesa, ma anche come marito, padre e nonno. Come altri che ricoprono queste chiamate più durature, ho un senso di compassione, solidarietà e tenerezza. Questa direttiva, quindi, ha origine da questa compassione. Deriva dal desiderio di proteggere i bambini nella loro innocenza e negli anni della minore età. Per esempio, quando nella Chiesa si fa la benedizione e l’imposizione del nome a un bambino, che avviene quando i genitori appartengono alla Chiesa, ne conseguono molte cose. Innanzitutto, viene creato un atto di appartenenza alla Chiesa a loro nome. Comporta l’assegnazione di insegnanti familiari e insegnanti visitatrici. Comporta l’aspettativa che frequentino la Primaria e le altre organizzazioni della Chiesa. È probabile che queste cose non siano opportune nell’ambiente domestico e familiare in cui vivono come figli, in cui i loro genitori sono una coppia omosessuale. Non vogliamo che si verifichino i conflitti che questa situazione provocherebbe. Non vogliamo che il bambino debba avere a che fare con i problemi che potrebbero sorgere quando i genitori hanno una determinata opinione, mentre le aspettative della Chiesa sono molto diverse. Lo stesso vale per le altre ordinanze, come il battesimo ecc. C’è tempo per riceverle se, una volta che l’individuo raggiunge la maggiore età, sente che questo è quello che vuole ed è in grado di prendere una decisione informata e cosciente al riguardo. Alla fine questi figli non perdono nulla, se questa è la direzione in cui vogliono andare. Al contempo, però, non sono messi in una posizione in cui possono verificarsi difficoltà, problemi e conflitti che possono danneggiare il loro sviluppo in tenera età.

La situazione delle famiglie poligame, per esempio, e quella delle coppie e delle famiglie omosessuali presentano in realtà dei tratti comuni. Da generazioni applichiamo questo stesso tipo di direttive per quanto concerne i bambini che vivono in famiglie poligame. Non procediamo con le ordinanze fintantoché si trovano in quella circostanza e prima del raggiungimento della maggiore età. Si tratta dello stesso tipo di situazione con cui abbiamo a che fare qui, quindi è qualcosa che abbiamo già affrontato. È una pratica che in realtà è analoga e che si protrae da molte generazioni.

D. Michael Otterson: È previsto anche un requisito provvisorio per i maggiorenni che magari vogliono svolgere una missione per la Chiesa, ma che provengono da una famiglia in cui i genitori sono una coppia dello stesso sesso. Si richiede che rinneghino l’idea del matrimonio omosessuale. Non si tratta di rinnegare i propri genitori, ma il matrimonio omosessuale. Qual è il ragionamento che sta dietro a questo requisito?

R. Anziano Christofferson: Di nuovo, c’è un parallelismo con la poligamia. Chiunque provenga da una famiglia poligama e desideri svolgere una missione deve manifestamente comprendere che quella situazione è sbagliata, che costituisce peccato e che non può essere seguita. Devono rinnegare la pratica del matrimonio plurimo. Lo stesso vale in questo caso. Devono rinnegare o, meglio detto, devono accettare le dottrine e le pratiche della Chiesa in relazione al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Dunque, devono dichiarare di rinnegare non i genitori, ma la pratica.

D. Michael Otterson: Anziano Christofferson, all’incirca nell’ultimo anno è stata data molta attenzione al messaggio e alle iniziative della Chiesa sull’essere equi nei confronti di tutti — l’idea di “equità per tutti”, espressione che è stata molto utilizzata. In che modo l’equità per tutti, specialmente per quanto concerne l’attrazione verso lo stesso sesso, si inserisce in questo discorso?

R. Anziano Christofferson: In maniera molto coerente. Si tratta di due facce della stessa medaglia. Da un lato, abbiamo lavorato assieme ad altri e continueremo a farlo per tutelare i diritti, il lavoro, la casa e questo tipo di cose per tutti. Dall’altro lato, ci deve essere rispetto e riconoscimento del diritto della comunità religiosa di stabilire le proprie norme, di vivere in base a esse e di insegnare e rispettare le proprie dottrine, come per il matrimonio in questo caso. Naturalmente, la Chiesa non tenta di esercitare un controllo sulla mente e le persone hanno opinioni diverse. È un problema solo se c’è un’opposizione, se le persone fanno pressione e si schierano contro la norma e la chiarissima e ben definita posizione della Chiesa, espressa ripetutamente in passato e di nuovo adesso.

D. Michael Otterson: Ci sono altre ordinanze, come la benedizione degli infermi quando un bambino è ammalato. Questa direttiva esclude anche questo tipo di benedizioni o è solo per chi è effettivamente membro?

R. Anziano Christofferson: Quando si parla di benedizioni, benedizioni del sacerdozio, da dare a chi è malato o desidera una benedizione di conforto o di guida, si parla di qualcosa disponibile a tutti. Ci auguriamo che siano date loro nel corso di tutta la vita, dall’infanzia in avanti, fintantoché è desiderio dei genitori e del figlio. È qualcosa che siamo ansiosi di impartire.

D. Michael Otterson: Dunque, se per esempio un nonno, con il permesso dei genitori, volesse benedire il nipote, potrebbe dargli una benedizione di guarigione o di salute?

R. Anziano Christofferson: Assolutamente sì. Assolutamente sì. Quando c’è una qualsiasi necessità di ricevere una benedizione, un consiglio, un aiuto di qualunque tipo, si può fare; vogliamo farlo.

Guida allo stile:Quando fate un articolo sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel menzionare per la prima volta il nome della Chiesa vi preghiamo di riportarlo per intero. Per ulteriori informazioni sull’uso del nome della Chiesa, consultate online la Manuale di stile.