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Per ogni bambino: un padre e una madre

“Un” padre, “una” madre e “dei” figli. Questo è il concetto di famiglia che ha caratterizzato tutte le epoche, le culture e le razze fin dai tempi di Adamo. Una tale famiglia è sempre stata considerata il cardine di qualunque nazione. Nessun Paese può essere più forte e sano, intellettualmente, moralmente e fisicamente di quanto lo sono le sue famiglie. Non per nulla la famiglia è stata istituita da Dio.
Purtroppo sempre più persone che sembrano volere farsi beffa di Dio e che presentano un distorto e ipocrita appello alla libertà individuale, non solo hanno portato alla disgregazione di moltissime famiglie tradizionali ma stanno spacciando per “famiglia” altri tipi di unione come quella tra persone dello stesso sesso. 
La manipolazione del concetto di “libertà di pensiero” è ben documentata dall’obiettivo non solo di ottenere un riconoscimento delle proprie idee, ma dal far perseguire legalmente coloro che esprimono un’opinione diversa dalla loro, come le cosiddette leggi sull’omofobia.
Tale manipolazione ha ormai raggiunto un altro apice tramite la pretesa che coppie omosessuali possano adottare un bambino ignorando e violando completamente i diritti del bambino stesso che sono quelli di vivere con “un” padre e “una” madre. Ormai siamo passati  – a causa di uno o più separazioni/divorzi –dall’avere (almeno) “due padri e (almeno) “due” madri a bambini che hanno “due” madri o “due” padri.
Desideriamo ribadire ancora una volta che al centro della dottrina dei Santi degli Ultimi Giorni c’è l’unità e il progresso eterno della famiglia. Nella famiglia guidata da un padre e una madre, i figli imparano l’amore, la fiducia, la lealtà, la cooperazione e il servizio. Nazioni che vanno contro l’ordine stabilito da Dio pagheranno, come in parte stanno già pagando – un pedaggio altissimo. 

Le accuse di intolleranza o di persecuzione rivolte alla Chiesa, a causa di queste sue affermazioni, sono sempre state e sono semplicemente errate. L’opposizione della Chiesa al matrimonio tra persone dello stesso sesso, infatti, non costituisce né giustifica alcun tipo di ostilità verso gli omosessuali.   Inoltre la Chiesa non obietta all’ottenimento, per le coppie dello stesso sesso, di diritti riguardanti le cure mediche e i ricoveri, l’impiego, l’alloggio o i diritti di successione, purché questi non infrangano l’integrità della famiglia tradizionale o i diritti costituzionali delle chiese.  

Alcuni hanno asserito erroneamente che le chiese non dovrebbero avere mai alcun coinvolgimento nelle politiche che riguardano problemi morali. In realtà, le chiese e le organizzazioni religiose rimangono bene nell’ambito dei loro diritti costituzionali quando fanno sentire la loro voce e offrono il loro coinvolgimento nei molti problemi etici e morali che la società si trova ad affrontare. Sebbene la Chiesa non sottoscriva mai candidati o piattaforme programmatiche, si riserva il diritto di affermare la propria posizione su argomenti importanti. 
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Approfondimenti
Proclama sulla Famiglia. 

 

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