Comunicato stampa

La Tragedia dell’immigrazione e i Rapporti Interreligiosi

Il 3 ottobre 2013 morirono oltre 360 persone a poche miglia dalla costa italiana, oltre alle vittime che ancora  si verificano ogni giorno a causa di orrendi episodi umanitari talvolta causati spesso da azioni criminali.

Il pastore Massimo Aquilante, presidente della FCEI (federazione delle chiese evangeliche in Italia) e promotore dell’incontro,  tramite il Professor Paolo Naso dell’Università La Sapienza di Roma, ha invitato  a questa cerimonia interreligiosa anche la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Il Presidente Ernesto Nudo del Palo di Palermo, ha rappresentato la Chiesa a tale celebrazione e riportiamo qui di seguito il suo rapporto relativo al suddetto incontro.

“Patrocinata dalla Confederazione delle Chiese Evangeliche Italiane e dall’Arcidiocesi di Agrigento, il 2 Ottobre a Lampedusa si è svolta l’importante cerimonia interreligiosa dal titolo “Tra mare e Cielo” per commemorare le 367 vittime del 2013, morte in mare e per confermare alla società civile l’importante valore della solidarietà e dell’accoglienza a difesa dei diritti umani. Erano presenti molti dirigenti in rappresentanza sia di cariche religiose che istituzionali tra cui il senatore Luigi Manconi e l’arcivescovo Montenegro di Agrigento.

La cerimonia è stata preceduta da una breve riunione, diretta dal Dr. Paolo Naso  e dal Pastore Massimo Aquilante, che hanno chiesto a tutti coloro che dovevano intervenire di rappresentare il loro credo con semplicità e spirito ecumenico. Erano presenti rappresentanti delle principali fedi religiose sia Cristiane (Cattolici, Protestanti e Valdesi) che non Cristiane (Buddhisti, Indiani e Islamici).

La cerimonia si è svolta nel piazzale antistante il Santuario della Madonna del soccorso.

Gli interventi dei dirigenti religiosi sono stati introdotti dalla lettura da parte dei presenti di toccanti riflessioni sulla tragedia del 3 Ottobre 2013 che ha aperto i cuori con grande sensibilità. Il Pastore Aquilante ha introdotto gli interventi ricostruendo con forza, semplicità e partecipazione spirituale, i dettagli della tragedia e le condizioni socio politiche che stanno alla base, auspicando che tutti i governi europei sviluppino la solidarietà verso queste popolazioni che scappano dalla guerra, dalla barbarie, dalle persecuzioni e dalle torture, in  cerca di libertà e di speranza. Speranza che non si può negare

Si sono quindi succeduti gli interventi dei rappresentanti delle fedi religiose, i quali, ciascuno nella sensibilità del proprio credo, ha portato un messaggio di pace e di amore con brevissimi discorsi e preghiere. Per tutti gli interventi, i presenti  venivano avvolti da una grande spiritualità e sentimenti di pace. Lo spirito e la Luce di Cristo si sentiva forte, a testimonianza che al di sopra di ogni verità esiste un solo Dio che ci ama, a prescindere dal fatto che le credenze possono provenire da diverse culture e tradizioni. La regia spirituale, la forza che guidava tutti gli interventi era unica: amore, solidarietà e speranza.

Ogni cuore presente era unito da questi sentimenti, non si percepivano i differenti credi, il rispetto albergava potente nell’aria e profondeva pace e commozione.

Nell’intervento che ho tenuto in rappresentanza della nostra Chiesa, ho portato testimonianza che gli attributi umani della “compassione” della “solidarietà” e del “sacrificio” sono caratteristiche divine, ereditate dal Padre Celeste in quanto suoi figli. La stessa espiazione del Salvatore Gesù Cristo si basa su questi sentimenti divini. In qualunque situazione noi mettiamo in pratica compassione, solidarietà e il sacrificio ci avviciniamo di più al Padre e diveniamo le sue braccia e le sue mani per soccorrere i più deboli. La nostra società ha bisogno di uomini, donne e nazioni che divengano le mani e le braccia del Signore.

Dopo il nostro intervento c’é stato l’ultimo, quello al quale hanno partecipato i sopravvissuti ed i loro parenti che hanno auspicato un maggiore aiuto da parte dei governi e cantato un inno di speranza e di pace.

Poi, in una atmosfera molto spirituale e silenziosa, guidati al Monica Fabbri (Fcei), è stata costruita la rosa del venti nella quale al posto dei punti cardinali erano identificati: il Nord con la Solidarietà, il Sud con la Giustizia, l’Est con la Speranza e l’Ovest con l’Accoglienza. I presenti hanno quindi deposto decine e decine, di piccoli messaggi beneauguranti affinché l’accoglienza e la speranza di un mondo migliore aiuti queste popolazioni in cerca di un luogo di rifugio.

Desidero portare la mia testimonianza che questo esodo moderno, da parte di gente che fugge dalla barbarie dell’Africa e del medio oriente, per trovare rifugio e refrigerio, è stato già profetizzato da tempo. Pochi si rendono conto che l’Europa di oggi, con i suoi “Pali” è la Sion della restaurazione del Vangelo di Gesù Cristo e queste popolazioni inconsapevolmente la cercano. Questo esodo smetterà quando tutti assieme porteremo “Sion” in tutta l’Africa. Questa è la sfida in atto, che la storia ancora non riesce a ben decifrare: amare le popolazioni dell’Africa.

 

Ernesto Nudo

 

Questa celebrazione ha attirato l’attenzione internazionale verso il fenomeno dell’immigrazione che sta coinvolgendo le coste mediterranee, in particolare il nostro Paese che  si trova ad offrire  aiuti immediati e umanitari a coloro che si dirigono verso le nostre coste o che si trovano in mare aperto e magari non riescono più a continuare il loro viaggio verso la libertà o la salvezza.

Giuseppe Pasta
Relazioni pubbliche

 

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