Articolo

La scelta di svolgere una missione a tempo pieno

Una scelta che ha radici lontane, quella di Diego Volpe, 21enne modenese, tornato qualche mese fa da un periodo di due anni in cui è stato missionario per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi Degli Ultimi Giorni. Una scelta che ha la sua origine in una rivelazione profonda, una vera e propria conversione.

“All’età di 16 anni per  me essere parte di questa chiesa era una cosa come tante altre. Una volta però, sono venuti due missionari a casa mia e abbiamo parlato del Libro di Mormon e della loro esperienza di missionari”.

Una testimonianza che in Diego ha accesso una luce, una voglia di conoscenza più approfondita della parola di Dio: “Dopo un po’ di tempo ho deciso di leggere il Libro di Mormon e nell’ultima pagina ho trovato una grande promessa, la possibilità di chiedere direttamente a Dio della sua esistenza e ascoltare la sua risposta pregando”. E così dopo la richiesta di aiuto in un momento di intensa preghiera, ecco che Diego ci racconta della folgorazione “Mentre chiedevo a Dio se esisteva ho sentito come un fuoco che mi ha riempito il cuore, un’emozione più grande di ogni cosa che avessi mai provato. E’ stato quello il momento in cui ho ricevuto la testimonianza da Dio e ho deciso che l’avrei condivisa nel mondo con la missione”.

Una missione che Diego ha intrapreso tre anni dopo, a 19 anni, dopo un iter approfondito. “Prima di partire bisogna fare delle carte e delle visite mediche per dimostrare che sei in grado di stare per lungo tempo fuori casa”. 

Ogni ragazzo parte per due anni e può essere assegnato a qualsiasi angolo del mondo dove è presente la nostra chiesa”. La vera preparazione avviene in un centro di accoglienza per più di 2000 futuri missionari. Impressionanti i numeri che ci danno l’idea della vastità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

E dopo la preparazione, ecco la partenza per la Francia dove Diego e rimasto per ben due anni. “Con il mio compagno di missione avevamo sempre un “p-day” ovvero il giorno di preparazione in cui pianificavamo la settimana, facevamo la spesa, sport, telefonavamo ai parenti e riordinavamo la casa. I giorni successivi – continua – iniziavamo la giornata sempre con lo studio delle Scritture e poi, muniti di targhetta con nome, iniziavamo a girare per la città per far conoscere la nostra parola. Alla sera, prima di dormire, chiedevamo a Dio come e dove predicare il giorno dopo e lui spesso nella preghiera ci ha indicato come comportarci”

E a livello economico come si mantiene il missionario nei due anni lontano da casa? “ Ci autofinanziamo totalmente avendo sempre il supporto prezioso della chiesa.” Ogni missionario, infatti, provvede da sé alle spese di tutti i giorni durante i 2 anni in cui serve lontano da casa.

Per saperne di più

  • Visitate la pagina YouTube della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi Degli Ultimi Giorni in Italia.

 

Guida allo stile:Quando fate un articolo sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel menzionare per la prima volta il nome della Chiesa vi preghiamo di riportarlo per intero. Per ulteriori informazioni sull’uso del nome della Chiesa, consultate online la Manuale di stile.