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Giornata della Memoria 2018

Il passato è la tua lezione. Il presente è il tuo dono. Il futuro è la tua motivazione.

Fin dalle sue prime pagine la Bibbia ci ammonisce a «Non guardare indietro» (Genesi 19:17). Le Autorità Generali della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni hanno più volte ribadito questo concetto. «Vi invito a non indugiare sul passato» dell’anz. Jeffrey R. Holland, ne è un esempio (Liahona, gennaio 2010, p. 18).
Eppure ricordare fa parte della natura umana e la Chiesa stessa celebra eventi della sua storia, così come eventi della collettività in generale, quale il Giorno della Memoria che ogni 27 gennaio tutto il mondo ricorda. Una contraddizione? Il “guardare indietro”, il “ricordare il passato” è un male solo quando si desidera inutilmente il ritorno di giorni felici ormai trascorsi, o quando serve a tenere in vita motivi di rancore e di odio legati a giorni dolorosi o drammatici. «Il passato serve per imparare, non per viverci dentro» ha ammonito l’anz. Holland.
              
La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni aggiunge la sua voce a quella di quanti altri ricordano in questo giorno i tragici eventi della Shoah, non per rinfocolare divisioni e contrasti ma perché mai più si ripetano, verso nessun popolo, soprusi e delitti, bensì – al contrario – si crei un’era di rispetto, tolleranza e accettazione.
«Guardiamo indietro per portare con noi il meglio delle esperienze più belle, non delle ceneri. Quando poi abbiamo imparato ciò che dobbiamo imparare e abbiamo portato con noi il meglio di ciò che abbiamo vissuto, allora guardiamo avanti e ricordiamo che la fede è rivolta sempre al futuro.»
(anz. Holland, op. cit.)

Guida allo stile:Quando fate un articolo sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel menzionare per la prima volta il nome della Chiesa vi preghiamo di riportarlo per intero. Per ulteriori informazioni sull’uso del nome della Chiesa, consultate online la Manuale di stile.