Comunicato stampa

“Egualmente libere”: La libertà religiosa e le Intese in Italia.

L’articolo 8 della Costituzione della Repubblica Italiana recita quanto segue:

“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

Sabato 13 giugno si è tenuta a Roma presso il centro congressi Frentani un’importante  manifestazione con  tema “la libertà religiosa e le intese”. L’evento è stato organizzato e curato dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la quale riunisce al suo interno numerosi gruppi cristiano-evangelici. Tutte le confessioni religiose che hanno già un’intesa con lo Stato e quelle che ancora la attendono, sono state invitate a prendere parte a questa iniziativa unica nel suo genere in Italia.  Ci siamo ritrovati in tanti, evangelici, induisti, buddhisti, santi degli ultimi giorni, avventisti, valdesi, ortodossi e altri ancora; tutti accomunati dal desiderio di vedere pienamente attuato l’art. 8 della Costituzione repubblicana, affinché tutte le fedi possano essere egualmente libere.

Tra i relatori, diverse autorità religiose e politiche. La relazione introduttiva è stata tenuta dal Prof.  Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche ed ex parlamentare. Nel suo intervento il Prof. Maselli ha letto ai presenti la lettera inviatagli dall’On. Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei deputati, nella quale lo stesso si dichiarava certo che la giornata di congresso avrebbe promosso un interessante dibattito sulla libertà religiosa ed il multiculturalismo.

L’intervento, davvero interessante ed approfondito del prof. Maselli, si è poi articolato in 2 parti, di cui la prima dedicata alla storia del mondo evangelico e valdese in Italia, che risale sino all’alto medioevo, mentre la seconda parte incentrata sulla libertà religiosa in Italia e le intese. In sintesi, nel 1984 il governo Craxi procedette alla firma del Concordato tra Stato e Vaticano e  riformava così i vecchi Patti Lateranensi,  ponendo fine alla posizione della Chiesa cattolica quale religione di stato. In seguito, dal 1984 al 1995, sei intese hanno visto la luce di cui una con gli Ebrei e 5 con il mondo delle Chiese Evangeliche. Dal 1995 ad oggi nessun’ altra intesa è stata approvata, ma soltanto qualche piccola modifica è stata di recente apportata a qualche intesa già esistente. Il Prof. Maselli, che in veste di parlamentare ha seguito l’iter delle intese, ha continuato il suo intervento ricordando che l’ultimo governo Prodi aveva provveduto alla firma delle intese in seguito alla sigla apposta sulle stesse dal precedente governo Berlusconi, ma che non le aveva trasmesse al Parlamento per l’iter definitivo di approvazione.

A tutt’oggi le 6 intese ancora da approvare sono ferme al Governo.

Tra gli esponenti politici presenti il Vice Presidente del Senato, On. Vannino Chiti, il quale ha ribadito l’importanza di promuovere nelle scuole lo studio dei primi 12 articoli della Costituzione al fine di formare una gioventù rispettosa del credo e delle tradizioni altrui. Inoltre il Pres. Chiti ha offerto il suo impegno nell’assicurarsi che le intese pendenti vengano approvate in tempi rapidi in commissione parlamentare riunita in sede legislativa, una volta che il Governo le avrà trasmesse alle Camere.

Infine tutti i rappresentanti delle fedi, la cui Intesa è ancora pendente, hanno avuto modo di tenere un breve intervento. Per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, Giuseppe Pasta, che segue da anni l’iter dell’intesa che ci riguarda, ha citato alcuni articoli di fede ed in particolare il n. 11 sulla libertà riconosciuta a tutti di adorare il proprio Dio. F.llo Pasta ha concluso il suo intervento, che è stato ascoltato con grande attenzione dai presenti, citando le parti salienti del Proclama sulla Famiglia “la famiglia è ordinata da Dio. Il matrimonio tra l’uomo e la donna è essenziale per la realizzazione del Suo piano eterno. I figli hanno il diritto di nascere entro il vincolo del matrimonio e di essere allevati da un padre e da una madre che rispettano i voti nuziali con assoluta fedeltà”.

Il congresso si è chiuso con l’approvazione da parte dei presenti della seguente mozione finale da mandare al Governo e al Parlamento per tener viva l’attenzione sulle intese da approvare e la necessità di una legge generale in materia religiosa. 

 

TESTO DELLA MOZIONE

Gli evangelici italiani riuniti a Roma il 13 giugno 2009 

  •  riaffermano con forza la loro fedeltà alla Costituzione e ne invocano la piena attuazione nel campo della libertà religiosa e, in genere, dei diritti civili
  • salutano le altre comunità di fede presenti in Italia e rinnovano il loro impegno a lavorare insieme ad esse per affermare pienamente il diritto di libertà religiosa garantito dalla Costituzione
  • rinnovano la richiesta al presidente del Consiglio e ai presidenti delle Camere parlamentari che le Intese con la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia, l’Unione induista italiana, l’Unione Buddista italiana, la Chiesa apostolica in Italia, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni e la Congregazione dei Testimoni di Geova, tutte già siglate dal precedente Governo Berlusconi e firmate dal secondo Governo Prodi, siano celermente portate alla discussione del Parlamento
  • chiedono al Governo che coerentemente con le esigenze spirituali di un crescente numero di persone appartenenti a comunità religiose di minoranza, l’iter per il riconoscimento degli enti e dei ministri di culto venga abbreviato e garantito, ove ne esistano le condizioni, in tempi certi
  • chiedono che vengano prontamente rimosse quelle norme locali e regionali che nei fatti impediscono l’apertura di locali di culto e quindi ledono gravemente il principio costituzionale della libertà religiosa
  • auspicano che in tempi rapidi possa riprendere il dibattito parlamentare teso all’approvazione di una legge organica in materia di libertà religiosa che conduca alla definitiva abrogazione delle norme del 1929 e 1930 in materia di “culti ammessi”
  • denunciano con preoccupazione il pregiudizio e gli atteggiamenti di intolleranza che si esprimono nei confronti di alcune minoranze etniche e religiose
  • rivolgono un appello ai cittadini italiani, e in particolare a chi ha responsabilità nel campo culturale, educativo e dell’informazione, perché valorizzino quel prezioso patrimonio storico, culturale e spirituale costituito dalla pluralità delle presenze religiose all’interno della stessa comunità civile.

 

 Per approfondire:

Guida allo stile:Quando fate un articolo sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel menzionare per la prima volta il nome della Chiesa vi preghiamo di riportarlo per intero. Per ulteriori informazioni sull’uso del nome della Chiesa, consultate online la Manuale di stile.