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È facile amare gli africani

«È facile amare gli africani» è una frase che ha spesso ripetuto l’anziano Jeffrey R. Holland del Quorum dei Dodici Apostoli, aggiungendo che  «La fede e l’obbedienza dei santi africani, derivanti dall’amore che hanno per il Vangelo, sono un esempio per tutti i membri della Chiesa».
Ha anche detto che è incredibile “vedere quanto il Vangelo significhi per loro, vedere ciò che hanno fatto con esso, quanto lo hanno a cuore, vedere la loro fedeltà nel pagare la decima e nello svolgere servizio, nell’andare al tempio —penso al tempio come all’obiettivo supremo— e poi vederli crescere i loro figli nella Chiesa e mandare i loro figli e le loro figlie in missione. È una dimostrazione meravigliosa della loro fedeltà”.

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Anche in tempo di guerra
Fedeltà che hanno saputo dimostrare anche in tempo di guerra: “Mentre era in corso una violenta guerra civile in Cote d’Ivoire [Costa D’Avorio] i Santi degli Ultimi Giorni… hanno semplicemente continuato a recarsi al tempio. Bisogna riconoscere il loro merito. Ne sono meravigliato”.
Parlando sia della Sierra Leone che della Liberia, ha detto: “Poiché hanno vissuto un passato recente così sanguinoso, dilaniato dalla guerra e brutale, questo è uno dei motivi per cui il Vangelo ha attecchito in modo così incredibile. Hanno visto come la vita non dovrebbe essere e ora, grazie alle testimonianze dei missionari e dei membri, hanno visto come può essere. Il cielo è stato capace di trasformarla in una benedizione ed essi stanno emergendo dal disordine politico e dalle sommosse civili”.

La sfida della crescita
Se escludiamo il Sudafrica, la Chiesa è presente in Africa da soli 30 o 40 anni. In alcune aree, ha detto l’anziano Holland, la Chiesa esiste da molto meno di 30 anni, ma sta anche crescendo rapidamente.
“Certamente non siamo in Sierra Leone e in Liberia da molto tempo e tuttavia vediamo che da 10 o 15 anni le cose hanno cominciato a realizzarsi in modo meraviglioso — il numero e la forza dei convertiti, la qualità di questi dirigenti — è una cosa piuttosto emozionante se pensiamo ad alcuni dei luoghi più remoti della terra. E tuttavia il Vangelo è destinato ad arrivare in questi luoghi, o ci sta arrivando ora e ci saranno missionari e missioni, rami e distretti e poi rioni e pali. Ecco a cosa stiamo assistendo in questa parte dell’Africa occidentale”. In alcune aree, infatti, circa 200–300 persone al mese vogliono entrare a far parte della Chiesa.

Vincere la povertà
Durante un’intervista ad Accra, in Ghana, l’anziano Holland ha parlato delle difficoltà che la Chiesa ha affrontato nell’occuparsi della povertà in Africa.
“I fratelli sapevano, anni fa, che saremmo arrivati qui poiché il Vangelo è per tutto il mondo, e sapevamo che i nostri fratelli e sorelle africani erano più che meritevoli. Sapevamo anche che [per la Chiesa] l’Africa rappresentava questa nuova, grande frontiera e penso che molti erano preoccupati delle implicazioni finanziarie e relative al programma di benessere”, ha detto.
“Ma grazie a un’esperienza più che trentennale, è una testimonianza emozionante della bellezza del popolo africano il fatto che ciò non è stato un grande problema. Abbiamo un programma di benessere, come nel resto del mondo, ma funziona meravigliosamente bene. Nessuno lo sfrutta, questo non è un intero continente alla ricerca di un tozzo di pane. Sono persone straordinarie, persone autosufficienti, che vivono dolcemente e spesso in modo semplice, e che sono state assolutamente eccezionali”.

Noi predichiamo il Vangelo
Una delle chiavi del successo della Chiesa in Africa, ha detto l’anziano Holland, è che “noi non ci facciamo coinvolgere dalle questioni socio-politiche in primo piano. Noi predichiamo il Vangelo. Noi ci preoccupiamo della giustizia e ci preoccupiamo dell’opportunità e dell’equità sociali. Tuttavia pensiamo che la risposta a tutto ciò sia il Vangelo, quindi predichiamo il Vangelo e basta. Ed è stato vero in qualsiasi altro posto com’è vero in Africa, che le persone ricevono quella visione, benedizione e quella luce nella propria vita e improvvisamente le cose iniziano a cambiare ed essa viene benedetta”.
Ancora una volta, l’anziano Holland ha espresso il suo affetto per il popolo dell’intero continente. «È davvero molto facile amarli. È un po’ come incontrare persone che credi di aver conosciuto prima. Tutti noi abbiamo vissuto quel genere di esperienza — un rapporto di parentela con qualcuno. Ecco come mi sento con il popolo africano. C’è qualcosa di speciale riguardo a cosa proviamo quando veniamo in questa terra, veniamo in queste nazioni, quando siamo in questo continente. Qualcosa in loro, e qualcosa in noi, crea una comunione di anime che è immediata e quasi al di là delle parole».

Per leggere la storia completa vedere “Ergersi con fede in Africa”. 

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