Emissione pubblica

Come la Chiesa affronta i maltrattamenti    

Durante il Suo ministero terreno, i discepoli chiesero a Gesù Cristo chi Egli considerasse il maggiore nel regno dei cieli. Egli rispose invitando un fanciullo a venire da Lui, poi disse: “In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel regno dei cieli. […]  E chiunque riceve un cotal piccolo fanciullo nel nome mio, riceve me”.

Quindi, il Salvatore ammonì i Suoi discepoli con queste parole: “Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel fondo del mare” (vedere Matteo 18:1–6).

Sono parole forti quelle pronunciate dal Salvatore, il quale è anche chiamato Principe della pace. Quali seguaci di Gesù Cristo, noi condanniamo con la massima fermezza le violenze o gli abusi sui minori.  L’abuso sui minori è spregevole e atroce.  Non è semplicemente un male della società o un reato; è assolutamente vietato dai comandamenti di Dio. Proteggere i minori e prendersene cura era una priorità di Gesù Cristo durante la Sua vita (vedere Matteo 18:1–6; 3 Nefi 17:11–23) ed è una priorità della Sua chiesa oggi. Nessun minore dovrebbe subire abusi. Anche un solo caso è già troppo.

La nostra prima priorità: aiutare la vittima, far cessare i maltrattamenti

Gli abusi sui minori sono un problema che la Chiesa prende in modo estremamente serio. Quando veniamo a conoscenza del verificarsi di maltrattamenti, la nostra prima priorità è aiutare la vittima e far cessare gli abusi. Negli ultimi decenni, a mano a mano che la società e la Chiesa sono diventate più consapevoli di questo male — perpetrato da persone sia all’interno della Chiesa sia non appartenenti a essa — la Chiesa ha compiuto grandi sforzi per accrescere la comprensione dei propri dirigenti locali in merito a questo problema e fornire risorse volte a far cessare i maltrattamenti, a prevenirli e a garantire la sicurezza dei minori. Siamo continuamente alla ricerca di modi per rafforzare il nostro programma proattivo volto a combattere i maltrattamenti e a prenderci cura di coloro la cui vita è stata lesa da questa pratica malvagia. Quando notiamo dei modi per limitare in modo efficace il rischio di maltrattamenti o ne veniamo a conoscenza, li implementiamo.

Le vittime sono innocenti

Gli sforzi costanti della Chiesa per prevenire e far cessare gli abusi sui minori riflettono gli insegnamenti del Salvatore sul soccorrere il singolo (vedere Luca 15:4).

Una vittima di abuso sui minori è un figlio reale, vivente, di un amorevole Padre Celeste. Ogni vittima è un bambino o una bambina che sta soffrendo profondamente. Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerli e amarli. Esortiamo i nostri dirigenti locali e i membri ad aiutare le vittime, a confortarle e fortificarle, ad aiutarle a capire che ciò che è accaduto è sbagliato, che non è stata colpa loro e che non deve succedere mai più.

I figli sono un dono di Dio

Noi crediamo che la famiglia sia ordinata da Dio e che i figli siano un dono da parte del nostro Padre Celeste. A motivo delle nostre credenze religiose — e poiché l’abuso sui minori è sempre sbagliato — nella Chiesa la protezione dei figli e la famiglia vengono sempre al primo posto.  Ogni minore dovrebbe sapere che, in caso di maltrattamento, non corre alcun rischio facendosi avanti e parlando con degli adulti.  Una vasta rete di dirigenti della Chiesa e di specialisti medici e legali è pronta e disposta a occuparsi amorevolmente di chi sta lottando contro gli effetti di un abuso.

Politica di ‘tolleranza zero’

Quando si verifica un abuso su minori, noi lo affrontiamo in maniera immediata e diretta. La Chiesa adotta una politica di tolleranza zero per quanto riguarda i maltrattamenti. Questo significa che, se veniamo a conoscenza di un caso di maltrattamento, prendiamo provvedimenti immediati per proteggere la vittima e aiutarla nel processo di guarigione. Collaboriamo con le forze dell’ordine nel denunciare i maltrattamenti e per lo svolgimento delle relative indagini.  I membri che vengono trovati colpevoli di abuso sui minori sono anche soggetti alle leggi di Dio. Quando una persona viene trovata colpevole di abuso sui minori, è soggetta alla disciplina formale della Chiesa e rischia di perdere la propria appartenenza a essa. Anche se la persona non è stata condannata da un tribunale, potrebbe essere soggetta alla disciplina della Chiesa e perdere la propria appartenenza a essa.

Una piaga della società

Gli abusi sui minori sono una piaga della società che abbiamo imparato a conoscere meglio nel corso degli ultimi decenni. La grande maggioranza dei casi in cui la Chiesa è stata chiamata in giudizio per denunce di abusi sui minori si è verificata decenni fa, quando la comprensione relativa a questo argomento era molto minore — nella società e nella Chiesa — rispetto a oggi. La Chiesa si è sempre preoccupata del benessere dei bambini. A mano a mano che nella società è cresciuta la consapevolezza della piaga degli abusi sui minori, la Chiesa è stata in prima linea negli sforzi per combattere tale piaga.

L’impegno a tutto campo della Chiesa per prevenire i maltrattamenti e proteggere i bambini

Poiché i membri della Chiesa sono persone imperfette (la maggior parte delle quali cerca di essere migliore), il sistema non è perfetto o privo di difetti, ma la Chiesa si adopera instancabilmente per prevenire i maltrattamenti e proteggere i bambini, e si sforza costantemente di migliorare in questi ambiti. Non conosciamo alcuna altra organizzazione che faccia più della Chiesa per far cessare i maltrattamenti e per prevenirli.

Le congregazioni possono fornire una grande protezione

  • I Santi degli Ultimi Giorni frequentano la chiesa nel luogo in cui vivono, e di solito si conoscono tra loro e conoscono i figli gli uni degli altri. A livello locale la Chiesa non ha un clero professionista: tutti i dirigenti sono volontari, sono dirigenti laici fidati che servono per circa cinque anni e che di norma hanno vissuto all’interno della comunità per un periodo di tempo prolungato.
  • I dirigenti locali degli adulti e dei giovani sono genitori, amici e vicini. Si istruiscono a vicenda e istruiscono i figli gli uni degli altri. Nessuno metterebbe intenzionalmente i propri figli o quelli dei vicini in una situazione a rischio di maltrattamenti.

Edifici e programmi intesi a fornire protezione contro i maltrattamenti

  • I programmi e gli edifici della Chiesa sono progettati per fornire protezione contro i maltrattamenti. Dal 2006, tutte le porte delle aule nelle cappelle e nelle case di riunione nuove hanno delle finestrelle in modo che i genitori e altri possano contribuire a vegliare sui nostri bambini e mantenerli al sicuro. La Chiesa sta anche adeguando in modo analogo gli edifici costruiti in precedenza.
  • Esiste un requisito rigoroso secondo il quale a ogni attività dei giovani devono essere presenti almeno due dirigenti adulti.
  • Nel caso di bambini piccoli, quando ci sono degli insegnanti maschi devono essere presenti almeno due adulti responsabili in ogni momento.

Il procedimento con cui vengono chiamati i dirigenti

  • La Chiesa presta molta attenzione nel selezionare i volontari che lavorano con i bambini e con i giovani.
  • Quando una persona viene individuata come possibile candidata a una chiamata per lavorare insieme ai bambini o ai giovani, il vescovo riceve la raccomandazione da altri dirigenti adulti, intervista la persona ed esamina il suo certificato di appartenenza alla Chiesa. Se il certificato contiene qualche indicazione di maltrattamenti compiuti in precedenza, quella persona viene esclusa dalla possibilità di servire in una qualsiasi posizione che riguardi i bambini o i giovani. Prima di prendere servizio, la persona viene presentata dinanzi a tutta la congregazione per un voto di sostegno. Ai vescovi viene chiesto di intervistare i dirigenti dei giovani almeno due volte all’anno.

Annotazioni sul certificato di appartenenza

  • Ogni membro della Chiesa ha un certificato di appartenenza che comprende informazioni importanti, come quelle relative alla data di battesimo, alla data di matrimonio, ai figli e così via.
  • La Chiesa pone un’annotazione sul certificato di appartenenza di qualunque membro abbia compiuto abusi sui minori. Questo certificato accompagna la persona in qualsiasi congregazione si trasferisca, in tutto il mondo.
  • Quando il vescovo vede l’annotazione, chiama la sede centrale della Chiesa e riceve chiare indicazioni sul fatto che una persona che ha compiuto abusi su minori non deve essere chiamata ad alcuna posizione che riguardi i bambini.

Supporto telefonico professionale

  • La Chiesa è consapevole del fatto che i propri dirigenti laici non sono professionisti in campo clinico o forense. Al fine di fornire a questi dirigenti le migliori informazioni disponibili e garantire l’ottemperanza alle leggi che riguardano la denuncia di maltrattamenti, la Chiesa ha istituito una linea di supporto telefonico operativa 24 ore su 24.
  • Se un vescovo sospetta che vi siano stati dei maltrattamenti o ne viene a conoscenza, deve chiamare un numero di assistenza operativo tutti i giorni 24 ore su 24. Il vescovo sarà messo in contatto con un counselor professionista al fine di aiutare la vittima, far cessare i maltrattamenti e prevenire che altre persone subiscano maltrattamenti. In questa telefonata, il vescovo potrebbe anche parlare con un avvocato per assicurarsi che vengano adempiuti tutti gli obblighi legali di segnalazione.

Servizio di consulenza psicologica

  • La Chiesa offre e spesso copre i costi relativi a un servizio di consulenza psicologica professionale per le vittime, a prescindere dal fatto che esse siano in grado o meno di sostenerne la spesa.
  • La Chiesa crede che i bambini possano, ricevendo aiuto, superare gli effetti dei maltrattamenti e condurre una vita produttiva e improntata a seguire l’esempio di Cristo. Le vittime di maltrattamenti possono superare questi effetti tramite la grazia di Dio disponibile a motivo del sacrificio espiatorio del Salvatore compiuto a nostro favore e, spesso, grazie all’aiuto di un servizio di consulenza psicologica professionale. La Chiesa fa tutto il possibile per mettere le vittime sul sentiero della guarigione e della speranza.

Una vigilanza continua

La Chiesa cerca continuamente di migliorare il proprio programma allo scopo di far cessare i maltrattamenti e favorire la guarigione e la pace nelle vittime.  Continuiamo a cercare dei modi per rafforzare il nostro programma proattivo volto a combattere i maltrattamenti e a prenderci cura di coloro la cui vita è stata ferita da questo male. A mano a mano che individueremo delle nuove tattiche o dei nuovi approcci che riducano il rischio di maltrattamenti, li implementeremo.

Ai perpetratori che sono stati condannati non viene permesso di lavorare con i bambini

Se le persone condannate per abusi sui minori pagano il prezzo giudiziario dei propri crimini e si sottopongono al rigoroso processo del pentimento, possono essere perdonate e riottenere la propria appartenenza alla Chiesa. Come cristiani, noi crediamo nel perdono, ma il perdono non significa necessariamente che sia sicuro lasciar lavorare con i bambini una persona che ha commesso abusi in passato.

La responsabilità di educare e di essere vigili

La Chiesa incoraggia le famiglie a parlare ai propri figli in merito agli abusi sui minori e a informarsi su come riconoscere e prevenire i maltrattamenti. I genitori sono anche esortati a partecipare alle attività dei propri figli e a dedicare del tempo a sviluppare con loro delle linee di comunicazione caratterizzate dalla fiducia. Tutti — nella Chiesa e fuori — hanno la responsabilità di essere attenti e vigili contro i maltrattamenti.

In genere, chi commette abusi contro gli altri è abile a ingannare e a nascondere le proprie azioni. Le chiese, le organizzazioni per i giovani, le famiglie e la società intera devono essere vigili.

Il nostro dovere di tutelare i bambini

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni continuerà a condannare apertamente gli abusi commessi contro i bambini e i giovani. Noi prendiamo sul serio gli abusi sui minori e cerchiamo di essere minuziosi nei nostri sforzi volti a proteggere i bambini e a prevenire la sofferenza, il dolore e la vergogna causati dai maltrattamenti. Questo è il nostro dovere quali seguaci di Gesù Cristo e la nostra responsabilità in quanto cittadini delle comunità in cui viviamo. Sebbene soltanto il Salvatore Gesù Cristo garantisca la perfezione, noi faremo tutto ciò che possiamo per prevenire, denunciare e affrontare gli abusi sui minori.    

Guida allo stile:Quando fate un articolo sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel menzionare per la prima volta il nome della Chiesa vi preghiamo di riportarlo per intero. Per ulteriori informazioni sull’uso del nome della Chiesa, consultate online la Manuale di stile.