Comunicato stampa

Il presidente Eyring, della Prima Presidenza, parla in Vaticano

Oggi, nella seconda giornata del Colloquio interreligioso sulla complementarietà dell’uomo e della donna nel matrimonio, i capi religiosi, gli studiosi e i rappresentanti di 14 fedi venuti da varie parti del mondo hanno potuto ascoltare la testimonianza del presidente Henry B. Eyring della Prima Presidenza della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

 

L’occasione è stata storica in quanto il presidente Eyring è stato il primo dirigente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni a essere invitato come oratore a una conferenza in Vaticano che ieri, nella sua giornata di apertura, ha visto la partecipazione di Papa Francesco, il quale ha accolto personalmente e calorosamente i capi religiosi intervenuti, tra cui il presidente Eyring. Le sessioni di oggi si sono aperte con un momento di raccoglimento richiesto dal cardinale Jean-Louis Tauran e poi con l’invocazione del rabbino Lord Jonathan Sacks il quale ha pregato perché Gerusalemme, colpita questa mattina da un attacco alla sinagoga che ha causato vari morti e feriti, e il cui nome significa città della pace, possa “tornare a essere la città della pace”.

Il presidente Eyring ha aperto la sua testimonianza dichiarandosi “testimone oculare del potere dell’unione di un uomo e di una donna di produrre felicità l’uno per l’altra e per la loro famiglia”. Nel raccontare della volta in cui vide per la prima volta la ragazza che sarebbe poi diventata sua moglie un anno più tardi ha parlato delle promesse incluse nella cerimonia del matrimonio celebrato nel tempio, ovvero della promessa di poter stare insieme come “marito e moglie in questa vita e per l’eternità” e della promessa che i loro discendenti sarebbero stati legati a loro per sempre se avessero vissuto in modo tale da essere degni di quella felicità”. Parlando delle peculiarità di ciascun coniuge nel matrimonio, il presidente Eyring ha affermato: “Le nostre differenze si sono combinate come se fossero state destinate a creare un insieme migliore. Invece di dividerci, le nostre differenze ci hanno unito ancora di più [...] Dove c’è egoismo, le differenze naturali degli uomini e delle donne spesso dividono. Dove c’è altruismo, le differenze diventano complementari e forniscono opportunità di aiutare e di rafforzarsi a vicenda”.

Sulla base di questi principi, il presidente Eyring ha invocato “un rinascimento di matrimoni e famiglie di successo”. Per fare ciò ha dichiarato l’importanza di seguire i principi contenuti nel Proclama al mondo sulla famiglia, nel quale leggiamo: “Marito e moglie hanno la solenne responsabilità di amarsi e sostenersi reciprocamente e di amare e sostenere i loro figli. [...]

La famiglia è ordinata da Dio. Il matrimonio tra l’uomo e la donna è essenziale per la realizzazione del Suo piano eterno. I figli hanno il diritto di nascere entro il vincolo del matrimonio e di essere allevati da un padre e da una madre che rispettano i voti nuziali con assoluta fedeltà”.

Citando il 15 presidente della Chiesa, Gordon B. Hinckley, il presidente Eyring ha dichiarato che “Non possiamo cambiare le cose in un giorno, in un mese o in un anno; ma se ci impegniamo abbastanza, possiamo iniziare a cambiare le cose nel giro di una generazione e realizzare cose meravigliose nel giro di due generazioni” (Gordon B. Hinckley, Standing for Something, 2000, 170).

In conclusione ha detto: “Se siamo impegnati insieme in quest’opera, prometto che faremo progressi nel raggiungimento di questo obiettivo gioioso”.

Le parole del presidente Eyring sono state accolte con grande apprezzamento da parte di tutti i presenti che gli hanno dedicato un applauso sentito.

Presenti in sala, ad accompagnare il presidente Eyring insieme alle rispettive consorti, c’erano l’anziano L. Tom Perry del Quorum dei Dodici Apostoli e il vescovo Gérald Caussé del Vescovato presiedente.

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