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Articolo —  24 luglio 2012

24 luglio - Il giorno dei pionieri mormoni

Roma — 

Oggi, 165 anni fa, il primo gruppo di Mormoni, guidato da quello che sarebbe di lì a poco diventato il secondo presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e profeta, Brigham Young (1801-1877), giunse nella Valle del Lago salato ai piedi delle Montagne rocciose in quel Midwest degli Stati Uniti che allora rappresentava il vero confine tra gli Stati Uniti moderni e largamente abitati e il Far West disabitato e inospitale.

Le persecuzioni subite dai membri della Chiesa negli stati dell’Ohio, del Missouri e dell’Illinois, a motivo del loro credo, culminarono nell’assassinio del profeta Joseph Smith (1805-1844). Conscio dell’impossibilità di continuare a vivere accanto a vicini disposti a uccidere il suo popolo, Brigham Young, che poi successe a Joseph Smith come presidente della Chiesa, guidò i Mormoni nell’impresa che avrebbe mutato per sempre la geografia degli Stati Uniti e che gli sarebbe valso il titolo di “Mosè d’America” nonché una statua di marmo nella National Statuary Hall della Camera dei Deputati all’interno del Campidoglio degli Stati Uniti a Washington D.C.

Il motivo di questo titolo e di questo riconoscimento sono da ricercarsi nella capacità di condurre oltre 70.000 pionieri mormoni attraverso oltre 2.000 chilometri di montagne, fiumi, rocce, deserti e il freddo dell’inverno e di condurli in quella che oggi è Salt Lake City, nello stato dello Utah (USA), ovvero una delle città più visitate degli Stati Uniti e dove si sono tenute le Olimpiadi invernali del 2002.

Oggi, a distanza di così tanti anni da quell’evento, nello stato dello Utah è festa; scuole e uffici restano chiusi il 24 luglio di ogni anno lasciando spazio a celebrazioni varie in ricordo di questo evento storico. Ma perché questo giorno è tanto importante per i Mormoni dello Utah e non solo? Il 24 luglio non si celebra la creazione di una città o di uno stato, ma si rende onore al sacrificio di migliaia di persone di fede che diedero se stesse per realizzare la visione di un uomo che, guidato da Dio, come Mosè, riuscì a portare 70.000 uomini, donne, anziani e bambini verso la libertà e la pace in una terra promessa loro per costruirsi la loro felicità, ricercandola con duro lavoro e sacrificio proprio là dove sembrava impossibile che fosse. Quando arrivarono, dopo aver spinto per oltre 2.000 chilometri su terreni impervi e spesso ghiacciati carretti a mano con le poche cose che erano riusciti a non farsi depredare dalla plebaglia che attentò alla loro vita, questi 70.000 fedeli mormoni trovarono soltanto un deserto racchiuso da una valle rocciosa con al centro un lago salato. Non si sentirono traditi perché non trovarono la terra promessa già pronta per accoglierli e benedirli, ma si sentirono benedetti dalla possibilità di rimboccarsi le maniche e costruirsi la loro terra promessa usando i mezzi e i talenti che avevano ricevuto dal loro Dio. Nel giro di pochi anni questi uomini e donne di fede trasformarono questa terra desolata in una meravigliosa città piena di vita.

E così oggi e il 24 luglio di ogni anno da 165 anni nello Utah e nel cuore dei Mormoni di tutto il mondo si celebra la capacità dei pionieri mormoni di mettere da parte gli agi della vita e affrontare qualunque difficoltà pur di difendere i propri valori. Il motivo di questa celebrazione risiede nel desiderio di non dimenticare questa importante lezione.

Nota della guida: quando fate un articolo sulla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nel menzionare per la prima volta il nome della Chiesa vi preghiamo di riportarlo per intero. Per ulteriori informazioni sull’uso del nome della Chiesa, consultate online la guida.